Siti Non AAMS: Cosa si Rischia Davvero

Cosa si rischia davvero sui siti non AAMS: la sanzione della Legge 401/1989, i miti su multe e VPN, i rischi concreti e come scegliere un operatore serio.
Siti Non AAMS: Cosa si Rischia Davvero

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Chi cerca informazioni su un sito non AAMS di solito ha già capito di cosa si tratta e vuole sapere una cosa sola: cosa si rischia davvero, senza toni da manuale di sopravvivenza. La risposta onesta è che il quadro è molto meno drammatico di come viene raccontato in giro, ma nemmeno indolore: la legge italiana prevede una sanzione per chi gioca fuori dal circuito concessionato, ed è una contravvenzione dai numeri contenuti, mentre i problemi che capitano davvero sono di tipo pratico, non giudiziario. Un pagamento rifiutato, un prelievo che si allunga, un dominio che smette di rispondere.

In questa guida mettiamo in fila cosa dice la norma, cosa succede nella realtà, quali sono i miti che circolano da anni e come si distingue un operatore estero serio da uno che è meglio lasciar perdere. L'obiettivo non è spaventare né convincere: giocare su una piattaforma con licenza estera è una scelta che si può fare in modo consapevole, purché si sappia esattamente cosa si sta scegliendo e a quali tutele si sta rinunciando. Se dopo aver letto preferirete restare su un sito con concessione italiana, sarà comunque una decisione informata: nell'ultima sezione spieghiamo anche quando è la scelta più sensata.

Siti non AAMS: che cosa sono davvero

Un sito non AAMS è semplicemente un casinò o un bookmaker che opera senza la concessione rilasciata dall'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Non è una categoria omogenea, ed è il primo punto che quasi nessuno chiarisce: sotto la stessa etichetta finiscono operatori regolati da autorità europee riconosciute e siti improvvisati che di regolamentazione non hanno niente. Trattarli allo stesso modo è comodo per fare titoli sul gioco illegale, ma non aiuta chi deve decidere dove aprire un conto: tra un operatore vigilato da un'autorità europea e uno dei siti scommesse illegali senza alcun regolatore alle spalle c'è la stessa distanza che passa tra una banca estera e uno sconosciuto che promette a voce di restituire i soldi.

Il punto che accomuna tutti è giuridico: nessuno di questi operatori è autorizzato a offrire gioco a distanza ai residenti in Italia, perché il nostro ordinamento regola il settore con un sistema di concessioni statali. Da qui discendono le conseguenze concrete di cui parliamo più avanti, dall'oscuramento dei domini all'esclusione dal Registro Unico di Autoesclusione. Non discende invece, automaticamente, che il sito sia una truffa: sono due piani diversi che vale la pena tenere separati.

AAMS e ADM: perché trovate entrambe le sigle

L'Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato (AAMS) è confluita nell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM) nel 2012. Da allora l'ente che rilascia le concessioni e vigila sul gioco a distanza è uno solo, ma la vecchia sigla è rimasta nel linguaggio comune e nelle ricerche degli utenti: per questo si continua a leggere «siti AAMS» anche quando si parla di licenza ADM. Sono la stessa cosa.

La verifica pratica è immediata. Ogni concessionario espone nel footer il timone tricolore e un numero di concessione, e quel numero si controlla nell'elenco ufficiale pubblicato da ADM. Se il numero non c'è, o non compare nel registro, l'operatore non ha la concessione italiana. Non serve altro: il logo da solo non basta, perché un'immagine si copia in dieci secondi, mentre l'elenco pubblico no.

Sito senza licenza e sito con licenza estera non sono la stessa cosa

Un operatore con licenza di Malta (MGA), di Gibilterra, dell'Isola di Man o della Curaçao Gaming Authority risponde comunque a un'autorità: ha una società identificabile, un numero di licenza verificabile in un registro pubblico, obblighi antiriciclaggio e una procedura di reclamo. Le tutele non sono quelle italiane e vanno fatte valere all'estero, ma esistono. Approfondiamo le differenze tra i vari regolatori nella nostra guida alle licenze estere per casinò online.

Un sito senza alcuna licenza, invece, non risponde a nessuno. È qui che si concentrano i casi di cui si legge nei forum: vincite annullate con motivazioni inventate, assistenza che sparisce, domini che cambiano nome ogni sei mesi. La differenza tra le due situazioni è enorme, e riguarda esattamente il rischio che vi state assumendo. La tabella qui sotto riassume come si posizionano le tre categorie.

 Concessione ADMLicenza estera (MGA, Gibilterra, Curaçao)Nessuna licenza
Autorità di controlloADM, in ItaliaRegolatore del paese di licenzaNessuna
Società identificabileSì, con sede italiana o UESì, indicata nei termini e nel registroSpesso no
Reclamo in caso di mancato pagamentoEsposto ad ADMReclamo interno, poi ricorso al regolatore esteroNessun canale
Registro Unico di Autoesclusione (RUA)CollegatoNon collegato: solo strumenti interniNessuno strumento
Tassazione delle vinciteGià assolta dall'operatoreDa valutare caso per casoDa valutare caso per caso
Pagamenti da banche italianeRegolariPossibili rifiuti sui circuiti cartaRifiuti frequenti
Oscuramento del dominio in ItaliaNoPossibileFrequente
Posizione del giocatorePienamente lecitaContravvenzione art. 4 L. 401/1989Contravvenzione art. 4 L. 401/1989

Come si vede, la riga che cambia davvero passando da un operatore con licenza estera a uno senza licenza non è quella legale, che resta identica, ma quella sulle possibilità di recupero. È il motivo per cui, se la scelta ricade su un sito non AAMS, la selezione dell'operatore conta molto più della dimensione del bonus.

Cosa si rischia davvero: quello che dice la legge

Partiamo dalla fonte, perché su questo punto circola una quantità notevole di informazioni sbagliate. La norma di riferimento è la Legge 401/1989, il testo che disciplina gli interventi nel settore del gioco e delle scommesse clandestine. La maggior parte degli articoli riguarda chi organizza ed esercita il gioco: sono quelle le condotte punite più severamente, con pene detentive che possono arrivare a diversi anni.

Al giocatore è dedicata una sola disposizione, ed è molto più leggera di quanto si immagini. Vale la pena leggerla per quello che dice, non per come viene riassunta.

L'articolo 4, comma 3: numeri reali

L'articolo 4, comma 3, prevede per chi partecipa a giochi o scommesse gestiti senza autorizzazione l'arresto fino a tre mesi oppure un'ammenda che, convertita in euro, va da circa 51 a circa 516 euro. Due elementi contano più delle cifre. Il primo: si tratta di una contravvenzione, non di un delitto, quindi la categoria giuridica più lieve prevista dal codice penale, e l'ammenda è la sanzione ordinaria mentre l'arresto resta un'ipotesi teorica per il giocatore occasionale. Il secondo: parliamo di poche centinaia di euro, non delle multe da migliaia di euro che si leggono in giro.

Nella pratica, l'attività di contrasto si concentra sugli operatori e sull'oscuramento dei domini, non sui singoli utenti: perseguire una contravvenzione da 51 euro per ogni giocatore non sarebbe sostenibile né proporzionato. Questo non significa che la fattispecie non esista o che si possa ignorarla; significa che il rischio di un procedimento penale per una puntata è molto basso, e chi vi racconta il contrario probabilmente sta cercando di spostarvi altrove.

I miti da sfatare: multe da 5.000 euro, VPN e sequestri

Da qualche tempo circola l'idea che chi aggira i blocchi per raggiungere un sito di gioco rischi multe fino a 5.000 euro da parte di AGCOM e il sequestro di PC e smartphone. È una confusione tra due normative diverse. Quelle sanzioni appartengono all'impianto antipirateria audiovisiva introdotto dalla legge 93/2023, che riguarda chi fruisce di contenuti protetti da diritto d'autore trasmessi illecitamente, tipicamente le IPTV pirata. Il gioco a distanza segue un'altra strada: i blocchi dei domini sono gestiti da ADM e la posizione del giocatore resta quella dell'articolo 4.

Sulla VPN vale un ragionamento simile. Usare una VPN in Italia è perfettamente lecito ed è uno strumento di uso comune in ambito aziendale e di privacy: non esiste una norma che ne vieti l'impiego. Quello che la VPN non fa è cambiare la qualificazione giuridica della puntata, che rimane la stessa con o senza. In altre parole non aggiunge un reato, ma nemmeno ne toglie uno.

Terzo mito, quello del «controllo della Guardia di Finanza sul conto corrente». I flussi verso operatori di gioco vengono effettivamente monitorati a livello di sistema, ma per il singolo giocatore l'esito tipico non è un'indagine: è molto più banalmente un pagamento respinto, di cui parliamo nella sezione successiva.

Vincite e dichiarazione dei redditi

Su un sito con concessione ADM la questione fiscale non vi riguarda: le imposte sono a carico dell'operatore e quello che ricevete è già netto. Fuori da quel perimetro il tema esiste e va affrontato senza allarmismi ma anche senza scorciatoie, perché è l'aspetto più sottovalutato di tutta la materia.

La prassi distingue in base al paese in cui l'operatore è stabilito. Per le somme vinte presso operatori con sede nell'Unione Europea o nello Spazio Economico Europeo l'orientamento prevalente è l'esenzione, in applicazione dei principi di libera circolazione. Per gli operatori extra UE la posizione è diversa e le somme tendono a rientrare tra i redditi da indicare in dichiarazione. La materia è tecnica e si è assestata nel tempo attraverso prassi e giurisprudenza: se le cifre in gioco sono rilevanti, la mossa corretta è parlarne con un commercialista prima, non dopo. È un costo minimo rispetto a un accertamento.

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I rischi pratici: quelli che capitano davvero

Archiviata la parte legale, veniamo a quello che incontra concretamente chi gioca su un sito non AAMS. Nessuno di questi punti è un motivo sufficiente per rinunciare a priori, ma tutti vanno messi in conto prima di depositare, perché sono i rischi che si presentano con regolarità.

Pagamenti rifiutati e domini oscurati

È lo scenario più frequente in assoluto. ADM pubblica e aggiorna un elenco dei siti web inibiti: è la cosiddetta blacklist ADM, diverse migliaia di domini in una lista consultabile liberamente da chiunque, ed è lo strumento più rapido per capire come l'Italia considera un dato operatore. Quando un dominio ci finisce, in Italia smette di rispondere e chi ha un saldo attivo deve passare da mirror o da un dominio nuovo, con i tempi e le incertezze del caso.

In parallelo, gli emittenti italiani rifiutano con una certa frequenza le transazioni verso esercenti di gioco privi di concessione, e il rifiuto arriva senza spiegazioni: la carta viene semplicemente declinata. È il motivo per cui su queste piattaforme e-wallet e criptovalute sono così diffusi. Abbiamo raccolto tempi, limiti e circuiti effettivamente funzionanti nella guida ai pagamenti nei casinò non AAMS.

Regola pratica che risolve metà dei problemi: non lasciate saldi fermi. Su un operatore senza concessione italiana il conto di gioco non è un salvadanaio, ed è sensato prelevare con regolarità invece di accumulare.

KYC richiesto solo al momento del prelievo

È il meccanismo più scorretto che si incontra, e riconoscerlo in anticipo è semplice. Un operatore serio verifica l'identità in fase di registrazione o comunque prima del primo deposito. Quello scorretto vi lascia depositare in trenta secondi senza chiedere nulla e tira fuori la verifica soltanto quando chiedete di prelevare una vincita: a quel punto arrivano richieste di documenti sempre nuove, contestazioni sulla qualità delle foto, richieste di attestazioni non standard e risposte che tardano settimane. Lo scopo non è verificarvi, è farvi desistere.

La contromisura è banale ma efficace: completate la verifica dell'identità subito dopo la registrazione, prima di giocare e prima che ci siano soldi da prelevare. Se l'operatore «non ha bisogno» dei vostri documenti in quel momento, avete un'informazione utile. Sul funzionamento e sui limiti dei casinò senza documenti abbiamo una guida dedicata.

Dati personali: il GDPR c'è, ma farlo valere è un'altra storia

Contrariamente a quanto si legge spesso, il GDPR si applica anche agli operatori con sede fuori dall'Unione Europea quando si rivolgono a utenti europei. Il problema non è l'esistenza del diritto, è l'esercizio: senza un interlocutore nazionale, il reclamo va presentato all'autorità del paese che ha rilasciato la licenza, in un'altra lingua e con tempi lunghi. Con un operatore MGA la strada esiste ed è percorribile; con un sito senza licenza, semplicemente, non c'è nessuno dall'altra parte.

Il consiglio operativo, sulla sicurezza dei dati personali, è di ridurre la superficie esposta: e-mail dedicata al gioco, password diversa da quelle che usate altrove, autenticazione a due fattori dove disponibile e nessun documento inviato via chat non cifrata. Sono accortezze da cinque minuti che valgono più di qualsiasi promessa di sicurezza scritta in home page. La presenza dell'HTTPS, da sola, dice soltanto che il traffico è cifrato, non chi c'è dall'altro capo.

Nessun Registro Unico di Autoesclusione

È l'aspetto su cui vale la pena essere più diretti, perché è l'unico davvero irreversibile. Gli operatori privi di concessione non sono collegati al Registro Unico di Autoesclusione: chi si è autoescluso in Italia continua a poter aprire un conto altrove, e l'autoesclusione perde efficacia proprio dove servirebbe. Se vi siete iscritti al RUA, questa è la ragione seria per non proseguire, e non ha nulla a che vedere con multe o sanzioni.

Per tutti gli altri restano gli strumenti interni dell'operatore, che sostituiscono solo in parte il registro pubblico: limiti di deposito, limiti di perdita, promemoria di sessione, sospensione temporanea del conto. Un operatore che li offre in modo visibile sta dando un segnale di serietà; uno che li nasconde tre livelli sotto le impostazioni ne sta dando un altro. Abbiamo analizzato il tema nella guida ai siti scommesse senza autoesclusione.

Come riconoscere un operatore serio in pochi minuti

Se la scelta è di giocare comunque, tutta la differenza si fa qui. Non serve essere esperti: bastano sei controlli, si fanno in due o tre minuti e scremano la stragrande maggioranza dei siti illegali e dei progetti improvvisati. È lo stesso metodo che seguiamo nelle nostre schede, descritto per esteso nella pagina del nostro metodo di analisi.

  • Licenza verificabile nel registro pubblico. Non basta il logo nel footer: prendete il numero e cercatelo nel registro del regolatore che lo ha rilasciato. Se il numero non esiste o intesta la licenza a un'altra società, avete finito qui.
  • Società e sede indicate nei termini. Ragione sociale, numero di registrazione e indirizzo devono comparire nelle condizioni generali e coincidere con il titolare della licenza.
  • Termini del bonus leggibili. Requisito di puntata, puntata massima con bonus attivo, giochi esclusi e scadenza devono essere indicati in modo esplicito e in una pagina raggiungibile, non in un PDF sepolto.
  • Limiti di prelievo dichiarati. Massimali giornalieri e mensili e tempi di elaborazione scritti nero su bianco. Un massimale molto basso rende irrilevante qualsiasi bonus alto.
  • Verifica dell'identità richiesta subito. Il KYC anticipato è un buon segno, non un fastidio: significa che l'operatore non ha costruito il proprio modello sul non pagare.
  • Strumenti di gioco responsabile in evidenza. Limiti, promemoria e autosospensione accessibili dal profilo in due clic, insieme ai riferimenti per l'assistenza.

I segnali d'allarme che sconsigliano la registrazione

All'opposto, ci sono comportamenti che da soli bastano a chiudere la pagina. Nessuno di questi è una prova di truffa, ma la loro presenza fa salire il rischio in modo sproporzionato rispetto a qualunque promozione.

  • Bonus fuori scala, tipo 500% o 1.000%, senza condizioni pubblicate.
  • Pressioni a depositare subito: countdown, offerte «valide 10 minuti», chiamate o e-mail non richieste.
  • Informazioni societarie assenti o generiche nei termini e nella pagina dei contatti.
  • Assistenza raggiungibile solo tramite un modulo, senza chat né indirizzo e-mail.
  • Redirect continui verso domini diversi appena aperto il sito.
  • Procedura di prelievo descritta in modo vago o non descritta affatto.
  • Termini e condizioni tradotti male o palesemente copiati da un altro operatore.
  • Recensioni pubbliche ricorrenti sullo stesso problema: prelievi bloccati, conti chiusi dopo una vincita.

Un controllo che costa dieci secondi e vale molto: cercate il dominio nell'elenco dei siti inibiti pubblicato da ADM. Trovarlo non significa che il sito sia una truffa, molti operatori regolarmente licenziati all'estero ci finiscono per la sola assenza di concessione italiana, ma vi dice in anticipo che dovrete convivere con blocchi e cambi di dominio.

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Bonus: come leggerli senza farsi ingannare

I bonus dei siti non AAMS sono mediamente più alti di quelli italiani, e la ragione non è misteriosa: chi non paga la tassazione italiana né i costi di concessione ha più margine da destinare all'acquisizione. Fin qui non c'è nessun trucco. Il trucco, quando c'è, sta nelle condizioni, ed è per questo che la percentuale è il dato meno importante dell'offerta.

Il numero da guardare per primo è il requisito di puntata. Un 100% con rollover 25x sul solo bonus è un'offerta ragionevole; un 400% con rollover 50x su deposito più bonus è matematicamente quasi irraggiungibile, per quanto suoni meglio. Subito dopo vengono la puntata massima consentita con bonus attivo, spesso 5 euro, che se superata può annullare tutto, i giochi esclusi dal conteggio e la scadenza. Un bonus con termini scritti chiaramente vale più del doppio di uno scritto per non essere capito.

Vale infine una considerazione di metodo: un bonus alto non compensa mai un massimale di prelievo basso. Se l'operatore accredita 2.000 euro di bonus ma consente di prelevare 500 euro al mese, il conto lo state facendo con le sue regole, non con le vostre. I due dati vanno sempre letti insieme, e per un confronto concreto potete partire dalla nostra selezione di casinò non AAMS che pagano subito.

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Quando conviene restare su un sito ADM

Non tutte le situazioni sono uguali, e sarebbe disonesto sostenere che un sito non AAMS sia sempre la scelta migliore. Ci sono casi in cui un sito legale con concessione italiana è oggettivamente più adatto, e riconoscerli fa parte di una scelta consapevole. I siti legali sulla rete italiana sono facili da individuare, perché sono esattamente quelli presenti nell'elenco dei concessionari ADM.

  • Se siete iscritti al Registro Unico di Autoesclusione. È il caso in cui non ci sono attenuanti: l'autoesclusione va rispettata, e gli operatori esteri non sono collegati al registro.
  • Se giocate cifre importanti. Con volumi alti pesano di più la certezza del prelievo, la tassazione già assolta e la possibilità di rivolgersi ad ADM in caso di controversia.
  • Se volete usare carta italiana o PayPal. Sui circuiti tradizionali i rifiuti sono frequenti fuori dal perimetro concessionato, e la comodità conta.
  • Se vi interessa soprattutto lo sport italiano. Palinsesti e quote sui campionati nazionali sono spesso più profondi sui bookmaker con concessione.
  • Se preferite non pensarci. Nessun tema fiscale, nessun dominio che cambia, nessuna verifica del regolatore da fare a mano.

La scelta opposta ha altre ragioni, altrettanto legittime: cataloghi molto più ampi, provider non presenti sul mercato italiano, limiti di puntata più alti, bonus più generosi e metodi di pagamento come le criptovalute. La cosa che non ha senso è scegliere senza sapere: è esattamente il motivo per cui questa guida esiste.

In sintesi: cosa si rischia e come giocare con la testa

Riassumendo senza giri di parole. Sul piano legale, cosa si rischia è una contravvenzione da 51 a 516 euro prevista dall'articolo 4 della Legge 401/1989, con un'attività di contrasto che nei fatti punta agli operatori e all'oscuramento dei domini. Sul piano pratico, i rischi reali sono i pagamenti rifiutati, i domini che spariscono, la verifica dell'identità usata come ostacolo al prelievo e l'assenza di un'autorità italiana a cui rivolgersi. Sul piano della tutela personale, il punto più delicato è il mancato collegamento al Registro Unico di Autoesclusione. Nessuna di queste sanzioni, comunque, ha la dimensione che le viene attribuita nelle versioni più allarmistiche.

Detto questo, giocare su una piattaforma con licenza estera è una scelta che milioni di persone fanno e che può essere gestita in modo ragionevole: verificare la licenza nel registro del regolatore, completare subito la verifica dei documenti, leggere i limiti di prelievo prima del bonus, non lasciare saldi fermi sul conto e impostare da subito limiti di deposito. Cinque abitudini, non cinque sacrifici. Chi le adotta si porta a casa la quasi totalità del beneficio riducendo drasticamente la parte spiacevole.

Se invece uno solo dei controlli della checklist non passa, la risposta giusta è cambiare operatore, non abbassare l'asticella. Di siti seri ce ne sono abbastanza da potersi permettere di essere selettivi, e nel 2026 il vero discrimine non è più tra AAMS e non AAMS, ma tra operatori che si lasciano verificare e operatori che non si lasciano verificare.

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Domande frequenti

Cosa si rischia davvero giocando su un sito non AAMS?

Sul piano penale l'articolo 4, comma 3, della Legge 401/1989 prevede una contravvenzione punita con l'arresto fino a tre mesi oppure con un'ammenda da circa 51 a circa 516 euro. Nella pratica l'attività di contrasto si concentra sugli operatori e sull'oscuramento dei domini, mentre per il giocatore i problemi più frequenti sono pagamenti rifiutati e prelievi rallentati.

È vero che si rischiano multe da migliaia di euro?

No. Le sanzioni fino a 5.000 euro di cui si legge appartengono alla normativa antipirateria audiovisiva introdotta dalla legge 93/2023 e riguardano la fruizione di contenuti protetti da diritto d'autore, non il gioco online. Per chi punta su un sito senza concessione resta applicabile l'articolo 4 della Legge 401/1989, con importi molto più contenuti.

Usare una VPN per accedere a un sito oscurato è illegale?

Usare una VPN in Italia è lecito e non costituisce di per sé un illecito. La VPN però non modifica la posizione del giocatore rispetto alla Legge 401/1989: non aggiunge un reato e non ne toglie uno. Va inoltre considerato che alcuni operatori vietano la VPN nei propri termini e possono bloccare il conto se la rilevano.

Le vincite su un sito non AAMS vanno dichiarate?

Dipende dal paese in cui l'operatore è stabilito. Per le vincite presso operatori con sede nell'Unione Europea o nello Spazio Economico Europeo l'orientamento prevalente è l'esenzione; per gli operatori extra UE le somme tendono a rientrare tra i redditi da indicare in dichiarazione. Se gli importi sono rilevanti conviene chiedere una valutazione a un commercialista.

La banca può bloccare i miei pagamenti?

È lo scenario più frequente. I domini privi di concessione finiscono nell'elenco dei siti inibiti gestito da ADM e gli emittenti italiani rifiutano spesso le transazioni verso esercenti di gioco senza concessione. Il pagamento viene semplicemente declinato: per questo su queste piattaforme sono molto diffusi e-wallet e criptovalute.

Se un sito estero non paga, a chi ci si rivolge?

Prima si esaurisce il reclamo interno all'operatore, conservando ogni comunicazione. Poi ci si rivolge all'autorità che ha rilasciato la licenza, ad esempio la MGA per Malta o la Curaçao Gaming Authority. ADM non ha giurisdizione su un operatore privo di concessione italiana. Con un sito senza alcuna licenza non esiste invece nessun canale di reclamo.

Come verifico se un operatore ha davvero la licenza che dichiara?

Prendete il numero di licenza indicato nel footer e cercatelo nel registro pubblico del regolatore corrispondente, controllando che la società intestataria coincida con quella indicata nei termini e condizioni. Per la concessione italiana il riferimento è l'elenco dei concessionari pubblicato da ADM. Il logo da solo non è una prova.

Perché i siti non AAMS offrono bonus così alti?

Perché non sostengono i costi di concessione e la tassazione italiana, quindi hanno più margine da destinare all'acquisizione. La percentuale però conta meno delle condizioni: guardate il requisito di puntata, la puntata massima consentita con bonus attivo, i giochi esclusi, la scadenza e soprattutto i limiti di prelievo, che possono rendere irrilevante un bonus molto alto.

Cosa succede se il sito viene oscurato mentre ho un saldo attivo?

Il dominio smette di rispondere dall'Italia, ma il conto in genere resta accessibile tramite un dominio alternativo comunicato dall'operatore. Il rischio reale è l'interruzione del contatto e l'allungamento dei tempi. Per questo è buona pratica prelevare con regolarità invece di lasciare somme ferme sul conto di gioco.

Posso giocare su un sito non AAMS se mi sono autoescluso in Italia?

Tecnicamente sì, perché gli operatori esteri non sono collegati al Registro Unico di Autoesclusione, ma è l'unico caso in cui sconsigliamo la cosa senza riserve: l'autoesclusione è uno strumento di tutela che si sceglie per una ragione. In quella situazione la scelta corretta è non aprire un nuovo conto e, se serve, chiedere supporto al Numero Verde Nazionale 800 55 88 22.

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